LA NOTA D' SANTA LUZI', LA PIO' LONGA CH'U S'I SI: LA SANTA LA FILE', LA TSE', LA IMBIACHE' LA TELA E LA S'CUSE' LA CAMISA
La notte di S.Lucia, la più lunga che ci sia: la Santa filò, tesse, imbiancò la tela e si cucì la camicia
Descrive la notte di S. Lucia come tanto lunga che, la Santa poté confezionarvisi una camicia, dalla filatura alla cucitura dell'indumento. Anticamente, il 25 dicembre, si celebrava la Nascita del Sole, che dopo la crisi solstiziale ricominciava a "crescere" e la Chiesa cristiana, utilizzando data e contenuti propri già di culti precedenti, pose in questo giorno la ricorrenza della nascita di Cristo, facilitando così il passaggio dalla vecchia alla nuova religione
NADEL CUN I TU, PASQUA CUN CHI T'VU
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi
Il Natale va celebrato nell'intimità della propria casa e della propria famiglia. Considerato il giorno del "ritorno" degli Antenati, che portavano alle case e alle famiglie il loro dono - augurio d'abbondanza e fortuna
E' PASSA S.SILVESTRI S'E' BASTON, U T'LI DA'GIO 'T E' GRUPON
Passa S.Silvestro col bastone, te le dà sul groppone
ZNER ZNER, T'MET E' FUGH INT E' PAIER, T'MET E' FUGH'T LA PAIARENA, AVEIAT, ZNER, SENZA FARENA
Gennaio gennaio, metti il fuoco nel pagliaio, metti il fuoco nel piccolo pagliaio, vattene gennaio, senza farina
Di gennaio i fanciulli usavano accendere i fuochi nei campi, ciò che dicesì: "FE LA FUGARENA", fare il fuocherello per scongiurare con nevicate (SENZA FARENA) la situazione climatica.
D'ZENER LA NEV LA FA DE' SFERZ, MO' INT LA STALA U S'ZòGA A' LCHERT
In gennaio la neve ostenta sforzo ma nella stalla si gioca a carte
Quando la neve e il freddo non davano tregua era ancor più piacevole ritrovarsi "A TREB" o "AVEGIA" nelle stalle a parlare, a scherzare, a giocare, a raccontare ed ascoltare favole e indovinelli...
S'E' PIOV E DE' DLA CANDELORA DALL'INVERAN A SEM FORA
Se piove il giorno della Candelora dall'inverno siamo fuori
Le candele dell Candelora sono un esempio di rituale del fuoco culminante nei falò del 4 febbraio, Madonna del Fuoco, per salutare l'arrivo della bella stagione ed esorcizzare il buio dell'inverno
PAR CRANVELL OGNI SCHERZ E' VEL
Per carnevale ogni scherzo vale
Nei giorni carnevaleschi si tenevano ovunque balli, banchetti festini anche chiassosi e senza disciplina che nell'originario intento rituale dovevano contribuire al caotico annullamento del tempo e anche propiziare un futuro di abbondanza. Le feste da ballo dovevano favorire con l'incontro di giovani il formarsi di nuove coppie per il rinnovamento della comunità. Questi intenti fanno si che vigesse quasi un obbligo di far festa e ballare come appare da questo strambotto bidentino
ED CARNUVEL US' BALA, US' CHENTA, E PO ED QUARESM US' FA LA VITA SENTA
A carnevale si balla si canta e poi in Quaresima si fa la vita santa